Il Presepe del Vivente

Il miracolo di Cristo in una Scultura di Arte Sacra

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monte creazione il presepe vivente

Il Monte della Creazione

Un intreccio sacro che unisce cielo e terra, principio e fine, in un’unica armonia eterna.

Alla base dell’opera, una grande Ostia intagliata nel Legno di Tiglio, impreziosita da tasselli di Ulivo, rappresenta il fulcro spirituale della composizione.

L’Ostia poggia su una base quadrata, richiamo ai quattro elementi della Natura, a suggellare l’armonia tra il divino e il creato.

La Radice di Ulivo è stata suddivisa in tre settori distinti:

la parte inferiore rappresenta la Giudea, quella centrale la Samaria e la sommità la Galilea.

I tre tagli netti e marcati non sono solo elementi estetici, ma incarnano una potente metafora:

come i muri dividono i territori, allo stesso modo le barriere di pensiero separano gli uomini, ricordandoci quanto sia fragile l’unità umana di fronte alle differenze.

citoplasma eliche canva

Dal mistero dell’Incarnazione prende forma un’immagine potente:

da Gesù zigote si dipanano due doppie eliche di DNA, discendendo dall’alto verso il basso. 

Queste non sono solo simbolo della vita, ma dell’atto stesso della creazione, del legame inscindibile tra il divino e l’umano.

In esse si manifesta il principio di tutto, come proclama san Giovanni:

“Tutto è stato fatto per mezzo di Lui e senza di Lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste”

panoramica retro canva

Sul lato opposto dell’opera, due doppie eliche di DNA si innalzano dal basso verso l’alto, risalendo fino a Gesù zigote.

Se le prime eliche discendevano nel mistero dell’Incarnazione, queste rappresentano il ritorno:

tutto ciò che è stato creato trova la sua via di risalita, riconsegnandosi al Padre.

punti luminosi

Sette punti luminosi trovano il loro riflesso in sette piccole lampade interne,

simbolo della Luce silenziosa ma potente che guida l’umanità.

Esse rappresentano la vita dei santi e degli angeli,

fiaccole eterne che illuminano il cammino dell’uomo nelle tenebre del mondo.

Come stelle nel firmamento della fede, queste luci interiori ricordano la presenza costante di chi, con la propria esistenza, ha tracciato la via verso il Divino, indicando la direzione a chi cerca la Verità.

Una regione oscura, il simbolo della caduta dell’umanità quando si allontana dal Divino attraverso il peccato.

Nella parte inferiore dell’opera, il Legno d’Ulivo, segno tangibile  dalla somiglianza con Dio dell’uomo, è assente.

Qui si estende una regione oscura, simbolo della caduta dell’umanità quando si allontana dal divino attraverso il peccato. È una dimensione fredda, priva di vita, dove la Luce si spegne e l’Anima si smarrisce.

In questo spazio si erge una struttura chiusa, metallica, separata, che imprigiona gli angeli ribelli, coloro che si sono distaccati da Dio in modo irreversibile.

sacra famiglia

La Sacra Famiglia, scolpita su uno Shofar.

Simbolo vivente del mistero dell’Incarnazione nel cuore della tradizione ebraica.

Questo antico strumento, carico di significato spirituale, si fa custode della nascita di Gesù all’interno di una Famiglia Ebrea, radicata nella storia del popolo d’Israele.

Un richiamo profondo alle promesse divine, al legame indissolubile tra l’Antica e la Nuova Alleanza.

Sulla membrana del Cristo zigote sono scolpite tre spighe di grano e un agnello che si nutre del latte materno, simboli profondi che affondano le radici nella Genesi.

Le spighe richiamano la stirpe di Caino, il coltivatore del suolo, mentre l’agnello rappresenta la discendenza di Abele, il pastore delle greggi.

La Chiesa

La maternità della Chiesa, custode e nutrice della vita spirituale, che attraverso il sacrificio di Cristo porta alla luce la nuova vita, legando il divino e l’umano in un’unica realtà di redenzione e amore.

Sullo sfondo di una riflessione profonda, si erge un Altare sorretto da un ginocchio piegato, simbolo di umiltà e devozione.

Sopra di esso, una composizione unica: una placenta racchiusa nel vetro, custode di vita e nascita.

cordoni chiesa

Attraverso i due cordoncini, il sangue di Gesù fluisce dal suo costato,

irradiandosi verso gli Altari Eucaristici della Chiesa.

Questa sezione dell’opera evoca la Maternità della Chiesa, custode e nutrice della vita spirituale, che attraverso il sacrificio di Cristo porta alla Luce la nuova vita.

Sopra l’altare, una composizione unica: una placenta racchiusa nel vetro, custode di vita e nascita.

terzo blocco completa canva

Il Fedele

L’uomo nuovo trasfigurato nella Luce.

terzo blocco seconda

Alla base della struttura si trova un’Ostia, adagiata su due assi di Ulivo.

Su di essa poggiano due palchi di cervo, privati della loro dodicesima diramazione,

segno dell’assenza e del tradimento del dodicesimo apostolo, Giuda,

il cui peccato accompagna l’umanità nel suo cammino.

terzo blocco dischetti

Ai piedi dell’opera, dodici dischetti rossi rappresentano le dodici tribù di Israele e i dodici apostoli,

unendo l’Antica e la Nuova Alleanza in un’unica visione Eucaristica.

terzo blocco cristallo

Nella parte alta di questa sezione dell’opera sacra troviamo il Cristo trasfigurato nella Luce.

L’opera di scultura di Arte Sacra Il Presepe del Vivente di Damiano De Nardis fa parte del progetto realizzato in collaborazione con il Prof. Filippo Maria Lio

Dalla Fonte alla Creazione

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